Feudo d’Ugni – Fante 2011

il

Montepulciano d’Abruzzo (100%) – 14%

“La cucina: il vero regno di mia madre, l’antro caldo della strega buona sprofondato nella terra desolata della solitudine, con pentole piene di dolci intingoli che ribollivano sul fuoco, una caverna d’erbe magiche, rosmarino e timo e salvia e origano, balsami di loto che recavano sanità ai lunatici, pace ai tormentati, letizia ai disperati. Un piccolo mondo venti-per-venti: l’altare erano i fornelli, il cerchio magico una tovaglia a quadretti dove i figli si nutrivano, quei vecchi bambini richiamati ai propri inizi, col sapore del latte di mamma che ancora ne pervadeva i ricordi, e il suo profumo nelle narici, gli occhi luccicanti, e il mondo cattivo che si perdeva in lontananza mentre la vecchia madre-strega proteggeva la sua covata dai lupi di fuori.”* E le spezie masticate, e i frutti rossi schiacciati tra le dita che facevano colare il loro nettare scurissimo, denso e profumato, lungo il braccio; la lingua che leccava, il gusto intenso, saporito, dolce ma anche un po’ astringente, l’occhiata severa di mia madre e le risate sfrenate dei miei fratelli. Chiudo il libro con le cose scritte e quelle non scritte e tiro giù d’un fiato il vino. Sorrido soddisfatto e riempio ancora il calice.

* “La confraternita dell’uva” – John Fante

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  1. Hazel ha detto:

    Bellissima citazione.
    Il vino di Cristiana le rende appieno giustizia.

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