Trebbiano d’Abruzzo (100%) – 12,5%
Lo sguardo di Ustì* spazia tra il Gran Sasso, la Majella e il Mar Adriatico. I ricordi affiorano; il nonno, la terra, il lavoro in vigna, la voce dell’uva..si, perché l’uva gli parla, e insieme a lui stiamo anche noi ad ascoltarla. Il Trebbiano d’Abruzzo, clone locale dell’antico vitigno, si siede insieme a noi e comincia a conversare, timido all’inizio, sempre più coinvolto con il passare dei minuti. Parla dell’abbraccio della terra, di notti fredde e giornate baciate dal sole, di lombrichi e ragni, del fieno dorato pungente e di profumi meravigliosi di albicocche e agrumi, di erbe e radici. La conversazione diventa sempre più strutturata, complessa e profonda; spunta l’energia vitale del terreno e la freschezza ristoratrice, il sapore amarognolo, salato, un po’ ruvido e splendidamente elegante. E un sorriso appare sul viso di Ustì..e anche sul nostro.
*Diminutivo di Agostino, nome natale di Emidio Pepe.
