Gavalàs – Vinsanto 1995

Assyrtiko, Athìri, Aidàni – 9,5%

Annuso la Grecia e mi emoziono. Qui trovo tutto; il trito e ritrito sirtaki e le poesie dell’immenso Odysseas Elytis. Trovo il tramonto di Santorini e il Meltemi, la Grecia che mi ferisce e quella che mi rende orgoglioso. Il sacro e il profano, l’azzuro e il dorato, il bianco e il blu notte. Trovo un ulivo, una vite e una barca (tutto quello che serve per rifare la Grecia cit. Odysseas Elytis), la fatica e il sorriso, i marmi del Partenone e la povertà. Trovo l’incenso della chiesetta ortodossa e l’uva passa che lo stesso Esiodo mi ha insegnato a preparare: “Quando Orione e Sirio giungono in mezzo al cielo e Io dalle dita rosa può vedere Arturo, allora taglia e porta a casa tutte le tue uve. Stendile per dieci giorni sotto il sole e per cinque all’ombra.” C’è la frutta candita e quella secca tostata, albicocche, mandorle e noci, i fichi dolcissimi e la cannella. Denso ma freschissimo, sfodera un’ossidazione controllata meravigliosa, una “pienezza” che colma l’anima e una ricchezza che i soldi non potranno mai offrire. Non finisce mai e mai finirà. Grazie George Gavalas.

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