Our Wine – Rkatsiteli-Grand Cru Tsarapi 2011

Rkatsiteli (100%) – 13,8%

Ogni tanto sento il bisogno di riconciliarmi con il cosmo, con questa terra che mi ospita, con il mio “Io” più profondo e ancestrale; e allora decido di attingere dalla “Fonte Madre”, la fonte delle fonti, il Vigneto Georgiano. I vini georgiani, puri e schietti, ora, come vari milleni fa, vengono fatti allo stesso modo, fermentano e maturano in Qvevri (anfore georgiane di argilla) che vengono interrate. Ci sono due metodi di produzione, “Imereti”, usato nella parte occidentale del paese, dove all’uva viene aggiunto circa il 10% delle vinacce e poi il tutto messo nelle Qvevri. In questo modo si ottengono vini che somigliano a quelli europei, non particolarmente estremi. L’altro metodo si chiama “Kakheti”; prende il nome della regione, famosa per i monasteri e le fortezze oltreché per il vino. Qui, all’uva vengono aggiunti i raspi, le vinacce e le bucce. I vini prodotti in questo modo risultano estremi, con tannini marcati e dal grado alcolico elevato. Il nostro “Grand Cru Tsarapi” appartiene a questa seconda categoria; è fatto con uve “Rkatsiteli”, un antichissimo vitigno autoctono nato in Georgia intorno al 3000 a.C. Non avendo a disposizione un Kantsi (corno potorio georgiano) verso il vino in un calice, che mi si presenta opaco e con tantissimi sedimenti. Il suo colore arancione ricorda il sole estivo al tramonto. Il suo bouquet aromatico è ammaliante e insolito. Albicocca candita, sentori eterei di smalto, polvere di argilla e spezie (in particolare zenzero). Al palato si presenta fresco, tannico, salino e strutturato. Il sorso, marcatamente minerale e fuori dagli schemi occidentali, può spiazzare e far storcere il naso. Cancelliamo -per un attimo- i nostri preconcetti, mettiamo da parte i libri e le terminologie, cotte, surgelate e pronte all’uso (basta scaldarle due minuti) e mettiamoci ad ascoltarlo questo vino. Ha tanto da raccontarci, di questa terra, dei suoi frutti, della sua durezza e della sua bontà. Lo fa con semplicità e con grande profondità, una profondità che si perde nella notte dei tempi. Magico.

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. fabrizio piva ha detto:

    Bellissimo Post, Ioannis. In effetti i Georgiani hanno qualcosa di magnetico e misterioso.

    1. Vite di Vino ha detto:

      Grazie Fabrizio, il Tsarapi è stato un vino che mi ha quasi commosso, infatti l’ho inserito tra i miei vini preferiti.

  2. bellesserenaturale ha detto:

    Il mio Mitsvane preferito ha subito un brutto contraccolpo dopo lo Tsarapi. Vince lo Tsarapi per il gusto, ma il Mitsvane rimane primo per la magia che mi ha stregata. Questi vini georgiani colpiscono al cuore 🙂

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