Aurora – Barricadiero 2011

il

Montepulciano (100%) – 14%

Non potevo scegliere periodo migliore per degustare questo vino. Il Carnevale Storico di Offida è da poco finito e insieme anche la manifestazione de “Lu Bov Fint”. Il venerdì grasso, a partire dal primissimo pomeriggio, un rudimentale bove (fino al 1819 si trattava di un bue vero) costituito da un’intelaiatura di legno e ferro, coperta da un panno bianco e portato a spalle da un paio di uomini, comincia a girovagare per le vie centrali del paese fino ad arrivare in piazza dove la folla, vestita con il guazzarò, una semplicissima veste bianca e larga una volta usata per i lavori di campagna, istiga il bove con urla e schiamazzi dando origine a movimenti che ricordano molto una corrida. Il caos originato dai cambi di direzione improvvisi, rincorse e urla della folla generano anche momenti di tensione e di panico, in genere risolti con ilarità anche grazie all’altro ingrediente fondamentale della festa che è il vino rosso, copiosamente consumato da tutti i partecipanti. Con il buio la stanchezza e l’annebbiamento dettato dalle ripetute bevute, la festa ha termine con la simbolica uccisione del bove al quale vengono fatte toccare le corna su una colonna del palazzo municipale. L’atto finale è una processione del bove morto per le vie del paese cantando l’inno del carnevale offidano. Il “fotogramma” di questa tradizione è stampato sull’etichetta del nostro vino “rivoluzionario”. Fatto con uve Montepulciano in regime biologico, il Barricadiero è un tipo introverso, “impenetrabile”, sia nel colore, rosso scuro e profondo, sia -inizialmente- al naso. Ha bisogno di “respirare” per poter esprimere il suo potenziale; intensità e complessità sono le parole che caratterizzano il naso, ma anche grande fascino. Ciliegie nere e more, incenso prezioso, fiori rossi profumatissimi, note balsamiche rinfrescanti, spezie piccanti e dolci. Ed è potente e vibrante in bocca, di buona freschezza e tannino turgido e stimolante;corposo e ricco, mi sembra ora rustico, ora finissimo..la verità si trova in mezzo, è armonico nella sua muscolosità, lungo e persistente; sa di frutta nera e resine nobili e ha bisogno di cibo per far esclamare al commensale: Buonissimo!

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Alex ha detto:

    Anche noi abbiamo questa festa del bue grasso per Carnevale in un paese a sud di Sauternes chiamato Bazas. Tranne che si bevono vini più ordinari, che i buoi sono veri e che gli abitanti conoscono la parola Carnevale, ma non hanno mai sentito la parola quaresima (e sospetto che sei un po’ in questo caso 🙂 )

    Buona domenica Ioannis!

    Alex

    1. Vite di Vino ha detto:

      Ciao Alex,
      è molto interessante constatare come le realtà contadine e le tradizioni combaciano nei vari paesi del Mediterraneo. Oltre -naturalmente- alla Spagna, anche nel nord della Grecia esiste una tradizione simile con l’uso di un bue vero (come d’altronde avvenina anche in Italia fino al 1819).
      Buona giornata,
      Ioannis.

  2. 65luna ha detto:

    Bel post: grazie! Abbraccio,65Luna

    1. Vite di Vino ha detto:

      Ciao Luna e grazie. Un abbraccio.

  3. Rinaldo ha detto:

    Grande vino e ottima winery!

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