Vittorini – Marche Bianco 2010

Pecorino (80%), Incrocio Bruni 54 (20%) – 14,5%

Il 2 contiene l’uno
e origina il 3

Vino e cibo
sono due

Vite e vignaiolo
sono due

Uva e cantina
sono due

Bicchiere e vino
sono due

Il 3?

Il 3 è l’unione
Unica
Irripetibile

Sempre divina

 

Agnese


Il cappello. Nella smorfia napoletana il numero 54 rappresenta il cappello, capo d’abbigliamento caduto un po’ in disuso nei tempi moderni ma sempre affascinante, così come l’Incrocio Bruni 54, vitigno creato dall’ampelografo marchigiano prof. Bruno Bruni nel 1936, un incrocio fra Sauvignon e Verdicchio, usato spesso in passato fra Marche e Umbria e attualmente (quasi) esclusivamente nelle Marche. Sognare un cappello indica il bisogno di dare libera espressione alla creatività, ed è quello che fa Nico Speranza (con il suo inseparabile berrettino) con questo vino. Il risultato è sorprendente; un vino di carattere e consapevole della sua natura particolare. Maggiorana e salvia, fiori di campo, agrumi e frutta esotica dolce, crosta di pane e marcata mineralità. Un “falso grasso” che snellisce strada facendo, carico di morbidezza ma anche di freschezza, con una nota alcolica importante ben integrata e una macerazione “vincente”. Sostanza e finezza.

Maria Pia Castelli – Stella Flora 2012

Pecorino in prevalenza, Passerina, saldo di Trebbiano e Malvasia di Candia Aromatica –12,5%

Dall’unione di Urano e Gaia nasce Stella Flora. Cielo e Terra nutrono le viti che crescono su Monte Urano e ci regalano un nettare divino. Vino macerativo, in continua evoluzione, che conquista i sensi minuto dopo minuto; arancia amara e albicocca candita, susina e acacia, noce e mandorla, macchia mediterranea e spezie orientali. Attacco fresco e grande struttura; intenso, equilibrato, persistente. Mineralità serpeggiante che, dopo un po’, si erge come un cobra, pronto a rilasciare il suo tannino mordente. Il finale è un lungo viaggio pieno di emozioni e tante istantanee da conservare.

 

Maria Pia Castelli – Erasmo Castelli 2007

Montepulciano (100%) – 14%

Vino-ricordo dell’esperienza e della saggezza contadina di Erasmo Castelli, padre di Maria Pia. Pochi grappoli da ogni pianta, intrisi di sostanza preziosa, ci regalano il nettare che contiene l’anima di Erasmo. Grande personalità che si evidenzia tramite il carattere, gli atteggiamenti, il modo di comportarsi e di essere; sentori di frutta matura scura, spezie piccanti, la balsamicità del timo e della liquirizia, le note animali, di solvente e di tabacco..poi, silenzio e armonia. L’equilibrio di Erasmo Castelli si manifesta attraverso la fusione della rusticità con l’eleganza, della morbidezza del sorso con la “fisicità” del tannino, della grande struttura con la “viva” spinta acida. Vino concentrato che richiede concentrazione e ascolto. Eccellente.

Fattoria San Lorenzo – Il San Lorenzo 1997

Verdicchio (100%) – 14%

“Quando, ancora sulla pianta, sentivo parlare di guerre, di terrorismo, di morti ammazzati, non riuscivo a comprendere il perché la specie umana sia così feroce e così poco intelligente. Era il 1997 e la Guerra Civile Albanese era in pieno svolgimento, poi la guerra in Kosovo, la Cecenia, il Congo… Sono andato a riposare con la speranza che al mio risveglio il mondo potesse essere migliore, più pacifico, meno crudele. Io ce l’avrei messa tutta per diventare migliore e così speravo per gli altri. Ieri, Venerdì 13 Novembre 2015, mi sono svegliato fiducioso di trovare un mondo più giusto. Nel mio piccolo, ho cercato di fare la mia parte, di diventare migliore, di offrire gioia e bontà, di regalare un po’ di felicità e di emozioni. Mi dicono di esserci riuscito (e molto bene), di aver portato la vita in un sorso, la natura dentro di me; il fieno dei campi, il miele delle api, i frutti degli alberi, freschi, canditi e secchi. Ho il colore del sole e la freschezza dell’aria, il salmastro del mare e la mineralità della terra, e li dono con tutto il mio cuore..poi, le esplosioni, gli spari, il sangue, la vita che se ne va. Allora niente è cambiato! Mi informo di cosa sia successo mentre in questi anni cercavo di rendermi migliore..che delusione! La Guerra in Afghanistan, in Pakistan, l’attentato alle Torri Gemelle, il Conflitto Israelo-Libanese, Boko Haram, Siria, Ucraina..la lista non finisce più…”

Cosa abbiamo sbagliato?

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Visita da Maria Pia Castelli

Monte Urano, 1999. Questo progetto nasce dalla volontà, l’esperienza e la saggezza contadina di Erasmo Castelli, padre di Maria Pia. L’azienda oggi è guidata da Maria Pia e dal marito Enrico Bartoletti con l’obiettivo di offrire un prodotto di elevata qualità e senza compromessi. La filosofia dell’azienda si può racchiudere in queste tre parole: qualità-tradizione-natura.

Su un terreno argilloso e ricco di minerali, sorgono 8 ettari di vigne di Montepulciano, Sangiovese, Malvasia, Trebbiano, Passerina e Pecorino. I trattamenti sono biodinamici con concimazioni naturali create con compost organico e altri preparati vegetali, dove la chimica è esclusa e gli unici trattamenti sono quelli con rame e zolfo. Le rese sono basse, la raccolta manuale, le fermentazioni spontanee e i lieviti non selezionati.

Quattro i vini prodotti, tutti pieni di vita e carattere e di assoluta qualità. Stella Flora è un bianco macerativo fatto con uve Pecorino, Passerina, Trebbiano e Malvasia di Candia. Fermenta in legno e si affina in barriques per 18 mesi, poi riposa in bottiglia per un ulteriore anno e mezzo prima della commercializzazione. Sant’Isidoro è un rosato prodotto con uve Sangiovese e Montepulciano che fermenta in acciaio e si affina in botti grandi e acciaio. Orano è un Sangiovese che fermenta in acciaio e legno e si affina in barriques per 12 mesi. Infine, Erasmo Castelli, il top della gamma, è un Montepulciano che fermenta in legno e si affina in barriques per 24 mesi. Riposa in bottiglia per 2 anni prima di essere venduto.

Una bella e sana realtà quella dell’Azienda Agricola Maria Pia Castelli, dietro la quale troviamo delle persone squisite, Maria Pia, Enrico e i due figli, Edoardo ed Alessandro, pronti a stupirci ancora, perché..qualcosa “bolle in pentola”…