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Eccola lì l’isola greca, ecco l’Assyrtiko, salato e minerale, l’Aidani dolcemente fiorito e il Serifiotiko con le sue erbe spontanee pungenti. Tanto pallido alla vista quanto intenso al naso, unisce in sé il vento salmastro delle Cicladi, le bucce di agrumi, la frutta matura, la dolcezza eterea e la delicatezza dei fiori bianchi, “l’arida” freschezza delle erbe aromatiche sporche di terra e una distinta nota di idrocarburi. Ferro forgiato al palato, immerso in un mare freddo e profondo, risale su un’onda che si infrange sugli scogli trasportando l’anima direttamente sull’isola di Serifos. L’amaricante finale non lascia l’amaro in bocca, anzi…
